La gestione dei flussi di cassa consiste nel prevedere e controllare, con cadenza settimanale, quanto denaro entra ed esce dall'azienda, per non trovarti senza liquidità anche quando il conto economico è in utile. Il metodo più pratico è una previsione a 13 settimane, costruita sulle scadenze reali di incassi e pagamenti e confrontata ogni settimana con il saldo effettivo in banca.
Utile e cassa sono due cose diverse. Una fattura emessa a marzo con pagamento a 90 giorni è ricavo a marzo, ma denaro a giugno; uno stipendio o un acconto IVA, invece, escono nel giorno in cui scadono. Per questo molte imprese redditizie hanno tensioni di liquidità: il problema non è il margine, ma il tempo che separa le uscite dalle entrate.
In questa guida trovi come costruire una previsione, quali dati servono, quali errori ricorrono e come collegare la tesoreria al resto dei dati aziendali.
Che cosa si intende per flusso di cassa
Il flusso di cassa è la differenza, in un certo periodo, tra le somme incassate e quelle pagate. Si divide di solito in tre aree: operativa (clienti, fornitori, personale, imposte), investimenti (macchinari, software, attrezzature) e finanziaria (finanziamenti, rate, soci).
Il saldo di cassa a una data è semplice: saldo iniziale più incassi meno pagamenti. La parte difficile è prevedere date e importi, perché il cliente che «paga a 60 giorni» spesso paga più tardi.
Cassa, utile e margine non coincidono
- L'utile si calcola per competenza: conta quando il ricavo o il costo matura.
- La cassa si calcola per movimento: conta quando il denaro entra o esce dal conto.
- Il capitale circolante è il ponte tra i due: crediti verso clienti, scorte e debiti verso fornitori.
La previsione a 13 settimane
Una previsione di 13 settimane copre un trimestre e si aggiorna ogni settimana, scorrendo in avanti di una riga. È abbastanza lunga per vedere i problemi in anticipo e abbastanza breve da restare realistica.
- Parti dal saldo reale: somma i saldi di tutti i conti bancari alla data di oggi, non quelli contabili di ieri.
- Elenca gli incassi per scadenza: prendi le fatture aperte, sposta la data di incasso in base a come paga davvero ogni cliente e aggiungi le vendite che prevedi di fatturare.
- Elenca i pagamenti obbligati: stipendi e contributi, affitto, rate di finanziamento, imposte e IVA, utenze.
- Aggiungi i pagamenti ai fornitori: fatture passive aperte con la loro scadenza e gli acquisti già ordinati.
- Calcola il saldo di fine settimana: saldo iniziale più incassi meno pagamenti, per ognuna delle 13 settimane.
- Confronta con la soglia minima: decidi un importo sotto il quale non vuoi scendere, per esempio due settimane di costi fissi.
- Ogni settimana, aggiorna: sostituisci la previsione con il consuntivo e correggi le settimane successive.
Un esempio con numeri
Esempio illustrativo, con ipotesi di esempio per mostrare il meccanismo: un'azienda parte con 20.000 € in banca. Nel mese attende incassi per 45.000 € e deve pagare 28.000 € di fornitori, 12.000 € di stipendi e contributi, 3.000 € di affitto e 4.000 € di IVA.
| Voce | Importo |
|---|---|
| Saldo iniziale | 20.000 € |
| Incassi da clienti | +45.000 € |
| Fornitori | -28.000 € |
| Stipendi e contributi | -12.000 € |
| Affitto | -3.000 € |
| IVA da versare | -4.000 € |
| Saldo finale | 18.000 € |
A fine mese il saldo è positivo, ma la previsione per settimana può raccontare un'altra storia: se stipendi e IVA scadono nella seconda settimana e due clienti pagano nella quarta, il conto può chiudere in rosso nel mezzo del mese. È per questo che la granularità settimanale conta più del totale mensile.
Gli strumenti: foglio di calcolo o software
Per iniziare un foglio Excel è sufficiente, a patto che qualcuno lo aggiorni con disciplina. I limiti emergono quando i dati vivono in posti diversi: fatture nel gestionale, movimenti in banca, ordini in un altro programma, e ogni settimana qualcuno ricopia tutto a mano.
| Approccio | Vantaggi | Rischi |
|---|---|---|
| Foglio di calcolo | Flessibile, a costo zero, subito disponibile | Errori di copia, versioni diverse, dipende da una persona |
| Modulo di tesoreria nel gestionale | Scadenze lette in automatico da fatture e ordini | Richiede dati ordinati e un processo di registrazione puntuale |
| Strumento di sola tesoreria | Collegamento con la banca, scenari | Altro sistema da alimentare e riconciliare |
Gli errori più frequenti
- Usare la data di scadenza contrattuale invece di quella di pagamento reale dei clienti.
- Dimenticare le uscite non mensili: imposte, premi assicurativi, tredicesima, acconti.
- Considerare certi gli ordini non ancora confermati.
- Non aggiornare la previsione per più di due settimane.
- Ignorare il peso del magazzino: ogni scorta in più è denaro fermo. Se ti interessa il tema, leggi i metodi di gestione delle scorte.
Come migliorare la cassa senza cambiare il fatturato
Le leve sono quasi sempre tre: incassare prima, pagare quando conviene e tenere meno scorte. Incassare prima significa fatturare subito, sollecitare con regolarità, offrire pagamento elettronico e concordare acconti sui lavori su commessa. Pagare quando conviene significa rispettare le scadenze concordate senza anticipare, trattando termini migliori solo dove il rapporto lo consente.
La terza leva è il magazzino: riordinare in base alla domanda reale libera liquidità. Anche la chiusura contabile mensile aiuta, perché numeri verificati rendono credibile la previsione; trovi il metodo nella checklist di chiusura mensile.
Cassa e gestionale: un dato solo
La previsione è affidabile quando le scadenze arrivano dallo stesso sistema che emette fatture e registra gli acquisti. Con Dika Ops, che abbiamo costruito per le aziende che producono, movimentano e vendono, vendite, acquisti, magazzino e finanza lavorano sullo stesso record, così le scadenze di fatture aperte e ordini d'acquisto confermati non vanno ricopiate a mano. Dika Ops è in beta chiusa, con accesso da lista d'attesa.
Se il tuo caso richiede una logica di tesoreria molto specifica, il nostro servizio di software su misura parte dai tuoi processi reali.
Domande frequenti
Qual è la differenza tra flusso di cassa e utile?
L'utile misura la redditività per competenza, il flusso di cassa misura il denaro che entra ed esce davvero. Un'azienda può essere in utile e senza liquidità se i clienti pagano tardi o se ha molte scorte.
Ogni quanto devo aggiornare la previsione di cassa?
Una volta alla settimana è un buon ritmo per una PMI. Con tensioni di liquidità conviene farlo ogni pochi giorni, soprattutto prima di grosse scadenze come stipendi, IVA e rate.
Come si calcola il flusso di cassa operativo?
Parti dall'utile operativo, aggiungi le voci non monetarie come gli ammortamenti e correggi per le variazioni di crediti, scorte e debiti commerciali. In pratica molte PMI usano il metodo diretto: incassi meno pagamenti del periodo.
Quanta liquidità minima è prudente tenere?
Non esiste una cifra valida per tutti. Un criterio ragionevole è coprire alcune settimane di costi fissi, e va discusso con il commercialista in base a stagionalità, accesso al credito e tempi di incasso del tuo settore.
Serve un software per gestire la tesoreria?
Non all'inizio. Un foglio ben tenuto basta se i dati sono pochi e un'unica persona lo aggiorna. Il software diventa utile quando le scadenze sono molte e arrivano da sistemi diversi.
Come si gestiscono i clienti che pagano in ritardo?
Misura il ritardo reale di ciascun cliente e usalo nella previsione. Poi imposta solleciti a intervalli fissi e, per i casi ricorrenti, valuta acconti o termini più brevi nei nuovi ordini.
Il prossimo passo
Apri un foglio con 13 colonne settimanali, inserisci il saldo di oggi e le dieci scadenze più pesanti dei prossimi tre mesi. Già così vedrai le settimane critiche e potrai decidere cosa anticipare o rinviare. Se vuoi discutere come collegare la previsione ai tuoi sistemi, scrivi al nostro team.



